Vivere all’APM per noi era sì
come vivere in un alveare, dove i due ascensori del nostro edificio facevano
infiniti viaggi su e giù per i 14 piani disposti a terrazzamenti che
degradavano ogni due piani, ma era un alveare priviligiato. Noi abbiamo avuto una
doppia, e per gli standard dei nostri lettori forse 26mq sembrano pochi, ma
considerando che il nostro vicino di casa ne ha 11 a disposizione, ci sembrano
più che sufficienti. Inoltre abbiamo una lavanderia, come sapete, aperta 24 ore
su 24, siamo vicine al supermercato, al centro, all’università/menZa quindi non
ci possiamo lamentare eccessivamente!!! Sarà per questo motivo che non ci siamo
in effetti lamentate mai per la totale mancanza di acqua fredda nel lavello del
bagno. In realtà ogni tanto usciva un ruscellino sottile sottile, che poi
spariva subito, a giorni senza cadenze regolari. Ma ciò non bastava a non
bruciarsi mentre ci lavavamo i denti o il viso, per cui per il primo mese e
mezzo, ci siamo lavate il viso e i denti nel lavandino della cucina. Chiaramente,
il primo giorno in cui è venuta a mancare l’acqua calda, da tutti i rubinetti e
con particolare disturbo da parte nostra nella doccia, date le temperature
novembrine, abbiamo telefonato immediatamente al numero datoci per qualsiasi
problema. Lasciamo il numero alla signorina dalla voce fredda come la nostra
acqua e dopo poco ci telefona un signore, che non parlava inglese (ammettiamo
però che era più che logico – hai un problema e colui che te lo può aggiustare
parla un’altra lingua). La conversazione dura pochi secondi, D. entra un
pochino nel panico, ma si ricorda come si dice subito! Ed in effetti,
l’efficiente idraulico dell’Apm arriva subito. Vestito con una maglia rossa
brillante e una salopette grigia....per cui è stato immediatamente ed
irrimediabilmente soprannominato Mario Bros. Entra, saluta e apre il rubinetto
del lavello del bagno. L’acqua che fino a poche ore prima usciva tanto bollente
da ustionarsi le gengive esce gelida. Allora apre l’acqua calda della doccia.
Esce gelida anche quella. Scavalca lo scalino del bagno e D.&M., che lo
stavano osservando stupite come se fosse la reale incarnazione del mitico Mario,
arretrano inciampando. Mario Bros allora apre il rubinetto dell’acqua calda,
ottenendo lo stesso risultato dei primi due. D.&M. si guardano. E adesso? I
rubinetti della casa sono finiti! Mario Bros fa un sorrisone. “Bene!”, dice in
tedesco. D. risponde timidamente, “Non tanto....”. “Bene per me, è un problema
con le caldaie nello scantinato. Tschüss!!”, e mentre saluta, apre la porta e
se ne va! Così, senza proferire altra parola, se ne va! Lasciando D.&M.
strette nel corridoio largo circa 60cm, inconsapevolmente con le mani alzate in
segno di saluto, ripetendo un “tschüss” veramente poco convinto ad una porta
ormai chiusa.
Ovviamente, 5 minuti dopo
l’egresso del supereroe di Nintendo l’acqua usciva dai rubinetti bollente come
sempre.
