È successo quello che sapevamo
sarebbe dovuto succedere. Una sorta di giustizia divina da parte dei precedenti
proprietari delle nostre bici. Nonostante l’accurata vagliatura della qualità
della bici e delle condizioni dei copertoni e delle ruote, D. non poteva sapere
che era stata montata una camera d’aria di una misura troppo grande sotto il
suo copertone posteriore. Che poi è fuoriuscita dal copertone
(spaccandolo) assumendo un aspetto quasi
grottesco. Dato che il biciclettaio le ha dato appuntamento per la settimana
prossima (si, non è uno scherzo, ha detto che adesso con il bel tempo si sono
rotte tutte le biciclette. Incredibile! Dovrebbe essere il contrario!! ..o
forse ha capito male in questo germanglish che parliamo…), ed essendoci bel
tempo ed un fine settimana lungo di mezzo (perché qui in Germania è festa,
ancora!), D. ha pensato che ci fosse un modo veloce di aggiustare la questione.
Quindi, accompagnata da A. che ha buone conoscenze sul funzionamento di una
bicicletta, ha deciso di andare all’officina delle biciclette. Prova una camera
d’aria, prova un copertone, due copertoni, tre copertoni…. Niente, gonfiamo la
camera d’aria giusta e via, senza cambiare copertone, no? No!!! Non va. E adesso la camera d’aria – non
chiedeteci come – si è avvolta intorno al mozzo. Aspettiamo il biciclettaio...
Finalmente arriva il fatidico
giorno dell’appuntamento con il biciclettaio di quartiere. Incredibilmente per
chi la conosce, D. arriva con 10 minuti di anticipo, trovando altrettanto incredibilmente
il negozio chiuso serrato, sembrava fosse domenica. Sì perché dovete sapere che
in Germania sono precisi, sia in un senso, cioè che se dicono di chiudere alle
4:30 chiudono non un istante prima e non uno dopo, che nell’altro senso, ovvero
che se dicono che il negozio apre alle 10, vuol dire che il negozio fino alle
10 in punto sarà vuoto, deserto, abbandonato…non che dentro c’è il proprietario
a contare la cassa o spazzare. Queste attività vengono compiute nei primi
secondi efficientissimi dopo le 10. Va bene, fa freddo, tira vento dalla
Russia, e D. aspetta. Arriva il biciclettaio, le prende la bici e le ordina di
tornare alle 18. D. a questo punto arriva alle 18 e qualche secondo, per non
rischiare di arrivare che la bici non fosse ancora pronta perché avevano
programmato di finire giusto giusto alle 18, e non alle 17:59:12. Bene, la bici
è pronta, ma: questa bicicletta è olandese (che non si sa perché ma D. pensava
addirittura che questo fosse un bene), e quindi in quanto tale, ha delle misure
delle camere d’aria che non si vendono da nessuna altra parte. Al mondo. E il
biciclettaio dimostra questa verità vera a D. aprendole il catalogo di tutte le
camere d’aria vendute al mondo (tranne che in Olanda, evidentemente…..), con
misure standard, e non olandesi speciali. Va bene, dice D. grazie lo stesso che
mi avete cambiato la camera d’aria. Paga e scappa, lasciando il biciclettaio in
una smorfia che rappresentava un misto tra insoddisfazione di non aver compiuto
il suo mestiere al meglio e la follia degli olandesi che hanno misure particolari.
Nel frattempo, vi chiederete
(perché fidatevi, ve lo state chiedendo), cos’è successo ad A.? Dunque,
vediamo….A. è caduto di bici due volte, una caduta più rovinosa dell’altra, ma
senza gravi danni (per fortuna) se non alla bici e alla morale, che il gruppo
ha cercato velocemente di ricucire! D.&M. toccano ferro per lui, e lo
ringraziano del suo aiuto nell’incipit di questa storia.
