Mi sembra che Woody Allen abbia ben descritto una situazione
in cui mi sono spesso trovata: se mantieni la calma mentre tutti intorno a te hanno
perso la testa, probabilmente non hai capito qual è il problema.
Dunque, così mi sono sentita durante la strenua ricerca
della valigia perduta di S. all’aeroporto di Amsterdam. D., M. e I. avevano
trovato le loro grazie allo scatto di I. che aveva riconosciuta la sua. Ma S.
continuava a girare ellitticamente intorno al nastro distributore di valige
senza proprietari. Ma S., di che colore è la tua valigia? Colorata. Eppure
continuava a snobbare tutte le valigie colorate che erano state poste a terra.
Quindi abbiamo deciso di indagare più a fondo. S., ma com’è fatta la tua
valigia? Allora, ci risponde, è rigida ma non troppo, più piccola di questa ma
più grande di questa, ci dice indicando valigie a caso in terra. E poi,
continua, è tutta coperta da simbolini, tipo cuori, la mela della Apple, cose
così.
Inutile dire che dopo questa descrizione D., M. e I. hanno
ritenuto opportuno interrompere le loro ricerche e lasciare che S. facesse la
denuncia allo sportello per bagagli dispersi nel mondo. Gliel’hanno recapitata
48h dopo al comodo orario delle 24:00. Evidentemente la valigia li aveva
flashati.
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