giovedì 17 maggio 2012

La valigia

Mi sembra che Woody Allen abbia ben descritto una situazione in cui mi sono spesso trovata: se mantieni la calma mentre tutti intorno a te hanno perso la testa, probabilmente non hai capito qual è il problema.
Dunque, così mi sono sentita durante la strenua ricerca della valigia perduta di S. all’aeroporto di Amsterdam. D., M. e I. avevano trovato le loro grazie allo scatto di I. che aveva riconosciuta la sua. Ma S. continuava a girare ellitticamente intorno al nastro distributore di valige senza proprietari. Ma S., di che colore è la tua valigia? Colorata. Eppure continuava a snobbare tutte le valigie colorate che erano state poste a terra. Quindi abbiamo deciso di indagare più a fondo. S., ma com’è fatta la tua valigia? Allora, ci risponde, è rigida ma non troppo, più piccola di questa ma più grande di questa, ci dice indicando valigie a caso in terra. E poi, continua, è tutta coperta da simbolini, tipo cuori, la mela della Apple, cose così.
Inutile dire che dopo questa descrizione D., M. e I. hanno ritenuto opportuno interrompere le loro ricerche e lasciare che S. facesse la denuncia allo sportello per bagagli dispersi nel mondo. Gliel’hanno recapitata 48h dopo al comodo orario delle 24:00. Evidentemente la valigia li aveva flashati.

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